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Certe donne non crescono mai, ovvero un film che tutte dovrebbero vedere: Young Adult con Charlize Theron

Dalla sceneggiatrice di Juno e

dal regista di Tra le nuvole e Thank you for smoking

Tutti invecchiano, ma non tutti crescono

Mavis (Charlize Theron), è una ghost-writer, ovvero scrittrice senza firma di libri per adolescenti. Vive la sua vita in semi-solitudine, eccetto per il suo cagnolino dolce ovviamente, tra appuntamenti che non la soddisfano, sbornie e fantomatiche ricerche d’ispirazione per l’ultimo libro di una serie che chiuderà i battenti. Un giorno riceve un invito da parte del suo ex storico del liceo, Buddy Slave. A questo punto partirà per la donna un viaggio nella cittadina d’origine, viaggio che si rivelerà anche una specie di regressione, dato che coinciderà con un’ intensa, e in fondo un bel po’ ridicola, fissazione nei confronti di questo vecchio sicuro mondo dove era sempre la bella reginetta (e anche un po’ stronzetta) del ballo. Una fissazione che diventerà presto un’ ossessione fuori luogo, oltre che fuori tempo, dato che i suoi sforzi si concentreranno nella volontà di riottenere a tutti i costi le attenzioni della vecchia fiamma, nonostante il lui in questione sia felicemente sposato e abbia una abbia una piccola neonata che adora…

Mavis/Charlize non sopporta i bambini… Le fanno impressione

… Oltre al fatto che il tempo è passato anche per questo ex belloccio del liceo, che non sembra più essere tutta questa meraviglia e che tra l’altro sembra aver fatto ben poco di interessante nel corso della sua vita placidamente trascorsa nella provincia americana. Mavis oramai è però partita per la tangente e quindi cerca di mentire a se stessa, fingendo di non fare caso a tutto ciò, perché quel ragazzo non conta per quanto possa davvero piacerle, ma conta per quanto lei ci possa raggrenellare in termini di autostima.

Scagli la prima pietra qualunque ragazza/donna non si sia mai, e dico mai, relazionata, oppure non relazionata, con un ragazzo non per quanto ne fosse realmente attratta ma per quello che avrebbe potuto significare la questione in guadagno di autostima!

Il mitico Buddy Slave non è l’unico ex-compagno di scuola che incontra: c’è anche un certo Matt, del quale, nonostante lui avesse l’armadietto accanto al suo, lei non ricorda minimamente. Essendo ritenuto da tutti gay nonostante non lo fosse, Matt (Patton Oswalt) era stato brutalmente malmenato e menomato nel fisico proprio da quei galletti ganzi della scuola a cui Mavis andava dietro. In poche parole, per la giovane adulta, o eri considerato il top dei top feticcio dell’adorazione scolastica, oppure potevi anche direttamente non esistere, figuriamoci poi se non eri un ragazzo dai tratti canonici. E la cosa grave è che la donna sembra continuare a pensare le stesse cose che pensava al liceo, infatti le riesce piuttosto semplice scrivere romanzi adolescenziali, destinati a diciottenni “adult” ma ancora molto immaturi e “young”, come è ancora lei per moltissimi versi, che degli adulti sembra aver acquisito i difetti più che altro.

Mavis/Charlize non si fila di pezza Matt/Oswalt

La cosa che rende Mavis più ragazzina di una diciottenne è però indubbiamente il fatto che parli ancora di un superstizioso concetto come quello di “destino”, ovvero che lei e l’ex sono destinati a stare insieme, che staranno insieme per sempre. Si fossilizza solamente su questo unico ragazzo, anche se non c’è un’ombra di qualcosa che giustifichi tutto ciò: anche altri ragazzi sono gentili, le fa inutilmente notare il fuori-casta Matt che non si tratta di una prerogativa esclusiva di quel determinato tizio. Da una parte c’è questo adolescenziale modo di porsi con l’altro sesso, dall’altro l’errata convinzione di poter spostare montagne (e persone) a suo piacimento in qualità di ex reginetta ancora bellissima, e alla quale dunque tutti dovrebbero, anzi devono cadere ai piedi. Dato che teme moltissimo la vecchiaia ed è convinta che il suo momento migliore di gloria sia il passato, che coincide proprio con l’adolescenza in cui vuole rimaner bloccata, si sforza ogni giorno di più di “restaurarsi” con ceroni ed estetiste, per continuare a mantenere un’immagine aderente a quello che era prima. L’unica cosa che riesce ad ottenere da Buddy è però di farsi dire che non è cambiata in tutti questi anni… E, in un certo senso, ciò corrisponde a verità, ma non è detto che sia una cosa positiva: lei è ancora un bel po’ Barbie con tutto quel rosa e quel glamour che si porta addosso, ma il suo Ken non è più a disposizione e il sogno americano di Barbie e Ken insieme felici e contenti sembra più una chimera irraggiungibile che una solida realtà. E non serve a nulla cercare di dipingere a tinte fosche le sue donne rivali perché sono una gentilissima e permissiva neomamma batterista e una neonata di pochi mesi… Quindi tutto il santo melodramma in questione per cui l’ex è un uomo prigioniero e infelice che con lei sarebbe più felice, dato che lei è più figa, praticamente ha luogo solamente nella sua testa!

La premio Oscar scrittrice di Juno, Diablo Cody, manda un messaggio a tutte le donne che se la tirano, e non è un caso se lei e l’abile regista Jason Reitman abbiano scelto una delle donne più belle del mondo per recitare questa parte affinché questo messaggio fosse ancora più chiaro: che non è giustificato tirarsela a morte neanche per una bellissima, figuriamoci per le altre! Grazie alla storia di Mavis ci viene mostrato come il tirarsela delle ragazze fighette dipenda solamente dalla sopravvalutazione altrui, sia maschile che femminile, di cui in pratica queste ragazze spesso e volentieri si vanno nutrendo, probabilmente nel fallimentare tentativo di sconfiggere l’apatìa e indifferenza che esse hanno verso tutto, tranne che verso complimenti e famosissime “conferme” della propria appetibilità universale e indiscussa… Insomma questa autostima pompata è come un fragile castello di carte, che potrebbe crollare da un momento all’altro. E non siamo di fronte a una questione morale, o che so io, ma semplicemente al fatto che è un modo di vivere che in realtà non fa bene a nessuno, nemmeno alla diretta interessata!

Insomma, dato che è da poco passato l’8 marzo e data l’onnipresente protesta per i pochi ruoli ufficiali di potere che le donne hanno, perché non andarsi a vedere questo ottimo film che è stato scritto da una donna e che di un diffuso tipo femminile può far capire tante cose?

16 commenti su “Certe donne non crescono mai, ovvero un film che tutte dovrebbero vedere: Young Adult con Charlize Theron

  1. un film che mi ispira… grazie per avercelo presentato!

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Sì sì questo è un film che mi ero già segnata come “da vedere”, anche perché ho un debole per i film ambientati nella provincia americana… poi la trama mi sembra attualissima, non solo per il “tirarsela” ma anche perché ne vedo tanti di 40enni ancorati ancora alla loro adolescenza… come se non ci fosse niente di interessante nell’età adulta ma tutto il “bello” fosse rimasto cristallizzato là. Insomma, spero che poi il film mi piaccia🙂

  4. ….fra tutti i film presenti nelle sale questo mi manca…. come del resto quasi amici😉
    e dopo aver letto i tuoi articoli penso che dovrò scrollarmi di dosso quel poco di scetticismo che ho e andare a vederli.
    ciao

  5. Anche questo film ce l’ho da vedere, mi ispira molto.
    Mi piace Charlize, e il personaggio di questo film mi ricorda alcune donne giapponesi che ho conosciuto.😛

  6. Visto! L’ho trovato molto amaro. Speravo mi avrebbe fatto sorridere di più, ma mi ha messo più che altro tristezza.
    Il finale è stato una sorpresa… chissà, forse speravo in qualcosa di più catartico.
    Charlize Theron è stata eccezionale! Praticamente il film era tutto costruito attorno a lei.
    In questo film era così algida, stronza, gli occhi spenti, indifferenti a tutto, il volto contratto, che guardarla mi dava i brividi. Completamente priva di empatia. Sembrava un – bellissimo – rettile.
    Juno è sicuramente meglio, però anche questo Young Adult mi è piaciuto.🙂

    • E’ triste vita della fighetta, già! Solo che qua in Italia sono così fessi e arraciati che non lo capiscono che sono solo persone bloccare nell’infanzia, tipo quanto una bambina fa le moine per ottenere qualcosa dal papà… solo che da grande non ti comprano le caramelle ma l’anello di Bulgari😀 Anche se lei è un po’ più emancipata e ispirata in parte anche alla sceneggiatrice, quindi è un mix molto triste e poco vincente appunto. Mi fa piacere che l’hai visto🙂

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