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Hugo Cabret: poesia, favoloso e Oscar alla Scorsese

Il piccolo Hugo, rimasto orfano, vive nella favolosa stazione centrale di Parigi. Qui tutti i giorni Hugo ricarica e ripara i numerosi orologi. Nel tempo libero si nasconde per non farsi accalappiare dal guardiano ferroviario (che lo sbatterebbe immediatamente in orfanotrofio), ma soprattutto Hugo è in cerca delle rotelle mancanti per riparare un piccolo robottino meccanico lasciatogli dal padre(Jude Law), nel quale potrebbe essere custodito un messaggio importante, forse indirizzato proprio a lui. Questo è l’incipit della storia, che molto presto prenderà un risvolto inaspettato che riguarda molto da vicino il mondo del cinema e i suoi inizi. Così come per i bambini (e non) di allora i fantastici film di Mélies erano qualcosa di semplicemente straordinario, tra il magico e il fenomeno da baraccone, così Scorsese ci regala questo poetico film attraverso il massimo che la tecnica ci può regalare il cinema odierno, ovvero la fantastica profondità del 3d. E’ infatti attraverso la tecnica meccanica del piccolo automa che Hugo ricerca disperatamente qualche traccia rimasta del padre perduto. Nel corso di questa ricerca per caso troverà l’amicizia di una ragazzina (Chloe Moretz, già vista in Kick-Ass) e un sostituto molto migliore della tecnica in sé, ovvero l’amore per il cinema, l’arte che sa connubiare sia tecnica che finzione e magia.

Spettacolare scenografia di Dante Ferretti

Le scenografie sono dell’a dir poco bravissimo pluripremiato Dante Ferretti (Gangs of New York, The Aviator, Shutter Island, Sweeney Todd), mentre il montaggio della classica montatrice di Scorsese, ovvero Thelma Schoonmaker. La regia di Scorsese non è “violenta”, energica e presente, come lo è di solito, al contrario è piuttosto discreta e funzionale alla storia, credo anche per il target di età molto ampio a cui il film è anche destinato.

Come sempre, ma in questo caso come non mai, Martin Scorsese mette a punto un’operazione che ha del geniale perché attraverso una cosiddetta “esca” della novità del 3d riuscirà a far conoscere a bambini e non solo la poesia e la meraviglia di un aspetto del cinema molto più antico… oppure al contrario, si bilancia la paura per il nuovo (o presunto nuovo dato che la tecnologia 3D esiste dagli anni ’50: addirittura Hitchcock ha fatto un film in 3D) attraverso la nostalgia per il cinema passato e per il passato in generale: da fargli semplicemente una statua… Un’operazione analoga a quella di The Artist ma con un pubblico molto più ampio e mediamente giovane. Questo week-end il film è andato molto bene al botteghino, si mantiene secondo dopo il titano Benvenuti al nord, ma spero che molto presto possa superarlo grazie a un buon passaparola perché è molto di più che un film per bambini, è un film per tutti, in particolar modo mi riferisco alla seconda parte della pellicola, dominata dal magistrale Ben Kingsley, il mitico Izak Stein di Schindler’s List per capirci, di cui qui c’è una recensione per chi l’ha persa:

https://theemeraldforest.wordpress.com/2012/01/27/schindlers-list/

Ben Kingsley con il protagonista, il piccolo Asa Butterfield

Una scenografia nostalgica

Vista di Parigi dalla torre dell’orologio della stazione

Che dire di più?

Se avete ancora qualche riserva vi posso assicurare che Hugo Cabret vale assolutamente il prezzo  non solo del biglietto, ma anche e soprattutto del 3D, del quale profondità e bellezza potete già pregustare nelle foto sopra: mi raccomando solamente, come regola generale anche per le altre visioni 3D, di andare possibilmente in sale cinematografiche che supportino come minimo la tecnologia “Real D”, perché l’altra tipologia in circolazione è estremamente inferiore e tende a scurire l’immagine…

19 commenti su “Hugo Cabret: poesia, favoloso e Oscar alla Scorsese

  1. Non vedo l’ora di sedermi su una poltrona del cinema… e stavolta sono strasicura che non mi addormenterò! Grazie per la tua recensione.

  2. Mmm… non mi ispirava molto, ora mi interessa di più.
    Solo che il 3D mi dà fastidio, continuo a togliere gli occhiali perché mi danno noia… in 2D dici che è lo stesso?

    • Sarebbe meglio in 3D proprio perché c’è questo aspetto del cinema come “fenomeno” e spettacolo all’epoca e ora, però se proprio ti danno fastidio, puoi anche rinunciare, pur di vederlo dato che non è un film da perdere😉
      Lo stesso non credo che lo sia… se sono gli occhialoni quelli con le lenti colorate opta direttamente per il 2D invece

  3. ciao🙂 io l’ho visto proprio ieri😉 e stavo pensando appunto di inserire anche la mia recensione! io l’ho trovato bellissimo🙂 Lo stavo aspettando da molto ^^ avevo visto la notizia tempo fa in tv e dall’ora lo aspettavo trepidante🙂😉
    Comunque sarà stato l’effetto del film ma ora vedo meccanismi ovunque😉 e anche la “lux handmade” ne ha risentito😉 poi vedrai cos’ho combinato questa mattina!🙂

  4. Un film che vorrei vedere, di cui ho sentito parlare e che credo (dato la firma famosa e dato il tuo commento) non deluderà… magari sabato al cinema ci posso andare… ci faccio un pensiero!
    un saluto………

  5. Spero di vederlo a breve, purtroppo in queste settimane ci sono molti lavori interessanti ma il mio tempo libero è diminuito… a dicembre a mio avviso c’era poco in confronto… ho in arretrato ACAB, The artist e questo di Scorsese…

  6. Non riesco a capire perché qeusto film sia piaciuto così tanto. Io l’ho trovato modestissimo e amo la storia del cinema. Lodevole il fatto di aver spolverato i Lumière e Méliès e averli trasformati in 3D, ma a parte questo è di un’ingenuità, banalità e noia a dir poco sconcertanti…

  7. […] Chi vuole leggere la recensione di questo nuovo film di Scorsese può sempre farlo qui: recensione di Hugo Cabret. […]

  8. finalmente l’ho visto! Davvero davvero MERAVIGLIOSO. E si sceneggiatura pazzesca. Poi a me gli ingranaggi mi piacciono tanto. =P

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