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Super 8: Un’altra tipologia di incontri ravvicinati e un nuovo Spielberg

Premessa tecnica: Super 8 è l’abbreviazione per “Super 8 millimetri”. Trattasi di formato particolare di pellicola, che è larga appunto solo 8 mm invece dei 35 mm che di solito vengono utilizzati nel cinema professionale per girare, e anche per proiettare nelle sale. Grazie alla tecnologia del Super 8 dal 1965 in poi moltissimi appassionati di cinema furono in grado di girare liberamente i loro filmini con tanto di sonoro, cosa che prima non era proprio possibile. Pare anche che il Super 8 abbia svolto un importante ruolo nell’incontro tra Spielberg e J.J. Abrams, il promettente regista del film: in un’intervista si dice che il primo abbia notato il secondo proprio a un festival di filmati girati in questo formato! Per chi non lo sapesse, dietro questo film da 270 milioni di dollari di incassi in tutto il mondo c’è la sapiente mano di Steven Spielberg, che ne è il produttore oltre a essere una sorta di “padrino cinematografico” per J.J. Abrams, già regista e sceneggiatore di Mission Impossible 3 e Cloverfield, più creatore della famosissima serie-tv “Lost”.

1979. Usa. Provincia. Un gruppo di ragazzini stanno girando un film in super 8 per poter partecipare a un concorso. Sono alle prime armi ma al tempo stesso molto organizzati e nel loro piccolo set vengono coperte praticamente tutte le figure professionali dagli attori all’esperto di effetti speciali. E’ il periodo del grande successo dei film di zombie di Romero e infatti di quello parlerà il loro piccolo film “The case”, gustosamente visibile in parte nel corso del film, interamente alla fine dei titoli del film vero e proprio. Il regista, quello vero, ovvero J.J. Abrams, avrebbe voluto davvero girarlo in “super 8” ma a causa di alcuni problemi con la fotografia si è dovuto accontentare di girarlo in 16 mm…

Il protagonista in particolare il protagonista Joe (Joel Courtney) è in grado di fare un po’ tutto dal trucco alla regia, ma ciò che gli preme soprattutto è coinvolgere ovviamente nel progetto la ragazza che gli piace, ovvero Alice (Elle Fanning). Durante le riprese succede qualcosa che inaspettato è dire poco e che provoca il grave deragliamento di un treno. Il tutto viene casualmente ripreso dalla loro mitica videocamera super 8. Un pezzo di pellicola che diventerà preziosissimo perché ci sarà chi vorrà nascondere la strana causa degli sconvolgimenti che subirà la loro cittadina.

La scena che stavano girando poco prima del misterioso incidente

A metà strada tra l’avventura stile Goonies di Richard Donner e l’amore per l’intrattenimento dello Spielberg doc, il regista ci regala un film molto sentito e molto sincero, nonostante sia anche un cosiddetto “block buster”. Le interpretazioni dei piccoli attori sono ottime, così come la fotografia vintage, la cura per l’ambientazione e i costumi dell’epoca. Montaggio pressoché perfetto e incalzante. Il finale è un po’ prevedibile anche se in fondo commovente, ma prima si passa anche attraverso situazioni che ricordano la saga di Alien, che di film per bambini e/o block buster non hanno proprio nulla.

Un film molto nostalgico ma che ha anche un qualcosa di universale, senza per questo perdere un tocco di ironia e senza scivolare in un facile buonismo, perché, si sa, l’incontro con il “diverso” non è detto che sia subito pacifico come in “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. L’incomunicabilità è una brutta bestia e a volte ci vuole un po’ di tempo e sintonia affinché si giunga alla comprensione reciproca. Non un filmetto da adolescenti, come su mymovies alcuni utenti privi di qualsiasi senso poetico lo definiscono, bensì un film d’avventura decisamente destinato a diventare un classico per le prossime generazioni, come per noi lo è stato “E.T”.

La locandina di Super 8 è decisamente un omaggio a quella di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”(1977), non a caso, un film di Steven Spielberg

Voto:

5 commenti su “Super 8: Un’altra tipologia di incontri ravvicinati e un nuovo Spielberg

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Ok, ho aggiunto un banner/link del tuo blog nel mio blog, ciao e a presto.

  3. Ah la nostalgia…per me, per quanto giovane io possa essere, Spielberg non è quello degli ultimi Lincoln e Tintin. E ringrazio J.J.Abrams per avercelo fatto capire!

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