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Silence: il sogno avverato di un maestro del cinema

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Andrew Garfield e Liam Neeson in Silence

Da Leggere anche: L’Ultima Tentazione di Cristo

Silence è un viaggio in cui il maestro indiscusso del cinema americano Martin Scorsese ci conduce attraverso il “Cuore di Tenebra” del Giappone del XVII secolo. Del celebre libro di Conrad, da cui fu ispirato anche Francis Ford Coppola per Apocalipse Now, segue – soprattutto inizialmente – la struttura, quella della ricerca di un compagno perduto in una realtà sconosciuta, lì Kurtz (Marlon Brando), qui Padre Ferreira (Liam Neeson). Figure divenute leggendarie poiché nobili maestri inghiottiti da un mondo esotico, diventando praticamente “angeli decaduti” della cultura occidentale e cristiana.

Nell’ultimo film di Scorsese, a voler ricercare a tutti i costi il loro ex maestro Padre Ferreira sono i giovani padri gesuiti Rodrigues e Garupe, interpretati da Andrew Garfield e Adam Driver. Si tratta di un viaggio pericolosissimo visto che le autorità giapponesi stanno duramente perseguendo coloro che hanno abbracciato la fede occidentale grazie ai portoghesi nel secolo precedente: torture indicibile aspettano i “Kiristan” e i Padres che si approcciano alle isole giapponesi, quindi Rodrigues e Garupe saranno gli ultimi due missionari inviati in quella terra.

E’ risaputo che Scorsese ha sempre avuto fin da giovanissimo un rapporto particolare con la religione: a parte ovviamente L’Ultima tentazione di Cristo, meravigliosa opera fraintesa, in molti altri suoi film è spesso percepibile tensione morale ed questioni etiche molto delineate, da Taxi Driver a Toro Scatenato in primis.

Silence è un progetto di lunghissima gestazione, che trae vita dall’omonimo best-seller di Shusaku Endo, e che è stato a lungo rimandato tra diatribe legali e attori “saliti a bordo” che diventavano troppo vecchi per la parte con il passare degli anni.

Siamo di fronte senza dubbio ad una pellicola ad alto contenuto spettacolare a livello registico, scenografico (Dante Ferretti) e tecnico in generale. Anche a livello interpretativo si raggiungono picchi di intensità e sensibilità elevati, in particolare grazie alle performance inattaccabili di Adam Driver e Liam Neeson, motivo per la quale – oltre al fatto che si tratta di un film recitato in più lingue – è altamente consigliabile la visione in originale se possibile.

Silence tocca più generi. Si parte con lo storico e l’avventura per approdare ad una diversa profondità drammatica nel corso della storia, affrontando con innumerevoli domande che ognuno nella propria vita può essersi posto riguardanti la religione e la veridicità delle proprie convinzioni più radicate. Tra queste domande: fino a dove si può arrivare a negare conseguenze negative di azioni originariamente “a fin di bene”? Fino a che punto si può accettare l’assordante terrificante silenzio di Dio di fronte al dolore dell’umanità?

Scorsese sembra non voler pretendere di dare delle risposte a questi interrogativi millenari e universali, se non quella di fare affidamento sulla propria fede individuale, a prescindere dalla sua fermezza e a prescindere dalla religione e dalle religioni.

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