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Tutto cambia affinché nulla cambi: Le Idi di Marzo di George Clooney

Stephen, giovane consulente politico, è alle prese con un’ imperdibile occasione per la sua carriera e il suo futuro: le primarie in Ohio. Il suo candidato, il democratico Morris, potrebbe vincere e gareggiare per la presidenza degli Stati Uniti. Stephen ha molta fiducia che lui sia l’uomo giusto in grado di cambiare realmente le cose. Tutto ciò finché il giovane non viene casualmente a sapere come, nonostante il progressismo dei suoi discorsi elettorali, Morris non solo tragga vantaggi sessuali dalla sua posizione di potere, cosa piuttosto comune in politica, ma sia disposto a “far fuori” chiunque ostacoli la sua corsa verso la casa bianca, senza nessuno scrupolo e senza nessuna da lui osannata morale. Idem ovviamente per lo staff dei due contendenti alle primarie, sia del suo candidato che di quello avversario. In tutto questo spietato “cane-mangia-cane”, i primi a esser estromessi sono i giovani, gli inesperti e ingenui, tutti quelli che hanno meno potere: solo i più camaleontici e cinici possono arrivare alla stretta cima della piramide dove Morris si trova. Ogni mezzo è ammesso anche se ciò comporta tradire l’onestà di anni di una persona rovinandogli per sempre la carriera e, di conseguenza, anche la vita. Grazie ad accordi e ricatti con la stampa rimane solo il risultato delle azioni, mentre il come e il perché vengono messi a tacere o dissimulati, e guai se ciò non accade! Evitare a tutti costi lo scandalo è l’unica vera legge vigente in politica: ciò comporterebbe una fatale caduta verso la base più larga della piramide. Una volta compreso questo bestiale meccanismo, Stephen lascia da parte definitivamente quei residui di ideali che lo avevano accompagnato, e un po’ anche per vendetta e rivalsa, riesce a trovarsi stavolta lui in posizione di potere rispetto a Morris. Clooney qui ci dimostra nuovamente la sua bravura come regista, oltre che attore, sceneggiatore e produttore oltre che la sua grande capacità di cogliere l’essenza di un determinato ambiente e tempo. Bravissimi gli attori, in particolare Ryan Gosling, di una bravura mostruosa, ma anche i comprimari come Giamatti, Hoffman e la Wood. La figura interpretata da Clooney stesso mi ha molto ricordato quella sibillina di Piece Brosnan ne “L’uomo nell’ombra” di Roman Polanski. Presumo che Clooney si sia liberamente fatto ispirare dalle atmosfere e denunce di quel bel film noir. Il governatore Morris sembra proprio rappresentare pregi e difetti del prototipo del politico democratico made in Usa: dai vizi di Clinton alle, chissà se vere, promesse di Obama.

Deve essere molto difficile dirigersi da solo, nonostante ciò la sua regia è molto fine e non si mostra mai eccessivamente e virtuosisticamente: abbondano i piani stretti perchè stretti e esclusivi sono gli scontri tra i titani della politica. Spiccano i due identici movimenti di macchina che seguono la femminilità delle due stagiste dello staff con l’obiettivo, più che riuscito, di ottenere un effetto dejavu e che aprono e chiudono circolarmente il film: le due ragazze per il meccanismo politico sono del tutto intercambiabili. L’unica vera cosa che è cambiata, dall’inizio alla fine di questa storia, è lo sguardo del protagonista, che se prima era fiducioso e ansioso per la vittoria, ora è molto freddo e distaccato dinnanzi al discorso del governatore Morris, le cui parole con tutta probabilità rimarranno tali.

4 commenti su “Tutto cambia affinché nulla cambi: Le Idi di Marzo di George Clooney

  1. Come detto anche da me, si tratta di un film molto solido, con qualche piccola pecca (il protagonista non mi ha convinto molto), ma con dialoghi serrati, uno stile essenziale, e dei comprimari eccezionali. Clooney è un artista intelligente, e lo ha dimostrato ancora una volta.

  2. Tutto cambia affinché nulla cambi: una morale che non ha solo questo film, ma molte opere della classicità letteraria, vedi, ad esempio, la morale di Tancredi ne ‘Il gattopardo’ di Tomasi di Lampedusa.
    In quel caso la frase era riferita, in ambito di Unità d’Italia, alla necessità della nobiltà borbonica di ‘tenere il piede in due scarpe’ (come si dice dalle mie parti) per avere comunque potere.Ma credo che la storia tu la conosca, certamente hai visto anche il film di Visconti.
    Tutto cambia affinchè nulla cambi: magari anche la nostra attuale crisi lascerà invariati i pesi e le parti del potere…

    • Sì, sì. Il titolo me l’ha ispirato il film Il gattopardo, che hanno trasmesso quella sera in tv… La necessità dei nobili di scendere a patti e di fare l’Italia, pur di mantenere i privilegi, che viene capita prima di tutti dal nipote… per non essere esclusi dal potere!
      Tra l’altro a breve dovrò dare un esame in cui si paragonano film e e libro…
      Quindi ho azzardato il paragone: mi piace mettere frasi di altri film come commento ai film…
      Sì, per quanto riguarda la tua ultima frase… che gli scambi di potere è probabile che saranno come al solito più che altro apparenti: speriamo che si risolve più che altro!

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