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Recensione in anteprima di To Rome with Love: la nuova brillante ed esilarante commedia firmata Woody Allen

Recensione alternativa che condivido in pieno

Quattro storie differenti seguono il loro comico ed esilarante corso attraverso i vicoli di Roma. Amore, sì, come nel titolo, ma soprattutto nei confronti della città eterna, che con il suo spirito unico e decisamente magico non può fare a meno di influenzare coloro che la vivono e che la respirano, che sia da qualche giorno o da una vita intera. Interamente girato tra capitale e dintorni, amata da Allen per il suo irripetibile mix di metropolitano e mediterraneo allo stesso tempo, To Rome with Love è una pellicola che brilla di luci differenti ma sempre brillanti. Cerchiamo di farci strada attraverso i diversi intrecci di questa divertente, ritmatissima e complessa pellicola alleniana, ricca di situazioni e personaggi. Da una parte abbiamo Leopoldo/Benigni (un’ottima recitazione la sua, capace di trasmettere la disperazione di questa figura tragicomica) che di punto in bianco sperimenta i privilegi della celebrità senza alcun merito: lui è “famoso per essere famoso”, come gli verrà spiegato in una sosta della sua interminabile fuga dai paparazzi. Forte è la critica nei confronti della futilità delle domande che è solita fare buona parte dei giornalisti. Contrapposto all’insensato successo di Leopoldo c’è invece Armiliato/Giancarlo con la sua magnifica voce, il quale però riesce a cantare da dio solamente in una situazione piuttosto “privata” (questione che darà adito ad alcuni tra i momenti più esilaranti e comici del film). Il talento dunque c’è, ma spesso è invisibile e lontanissimo da una meritata celebrità: chi si accorge di questo talento, ovvero Jerry/Woody ex-impresario d’opera, rischierà addirittura di passare per pazzo o fissato… Per quanto riguarda gli italiani, la coppietta Mastronardi/Milly e Tiberi/Antonio si troverà spiazzata (e spezzata) dal loro arrivo nella grande città fino a disperdersi e a vivere una serie di nuove esperienze che forse daranno loro una maggiore consapevolezza e sicurezza in loro stessi e nella loro storia. Forse questa potrà sembrare la storia più critica nei confronti della tipica ipocrisia italiana del moralistico “casa e chiesa” di facciata e nel privato fior fior di escort (qui con la sensualità della prostituta di alto bordo Penelope Cruz/Anna), ma bisogna ammettere che nemmeno gli americani rappresentati da Allen sono perfetti, anzi… Eisenberg/Jack si scontra e incontra con la nevrotica e affascinante Monica/Page, una giovane attrice dalla personalità esibizionista e un po’ ninfomane: il tutto condito dalle sagaci battute di Baldwin/John che ci tiene ad esternare la sua esperienza (o forse il suo stesso ricordo romano?). Gli attori internazionali si dimostrano, come era prevedibile, eccellenti. L’incredibile invece è quanto gli attori italiani, persino quelli che in altri contesti risultano meno capaci, in questo film siano ottimamente diretti: dai protagonisti ai cameo dei più o meno famosi fanno tutti la loro figura. Per quanto riguarda lo stile, la regia di Allen è come al solito di grande eleganza e priva di piani stretti superflui: anche delle tanto criticate “cartoline turistiche” c’è davvero poco o nulla e quel poco che c’è, quando c’è, è decisamente giustificato dalla narrazione (es. la Mastronardi che si perde, Eisenberg che fa da Cicerone alla Page appena arrivata). Anche le musiche non risultano né smaccatamente tipiche né clichetiche: predomina, ad esempio, per le situazioni più comiche il buffo tema di “Amada mia, amore mio”. La fotografia di Khondji è poi perfetta e capace di alternare i magnifici toni ambrati delle storie “americane” a quelli più freddi di Leopoldo/Benigni e dei suoi scialbi ambienti lavorativi. I dialoghi sono frizzanti, la scrittura è densissima di idee e di spunti originali. L’unica vera pecca di questa brillante commedia è che tutta la scoppiettante galleria di situazioni e personaggi ogni tanto sembra quasi starci stretta in quei novanta minuti: vorresti che il film continuasse ancora!

50 commenti su “Recensione in anteprima di To Rome with Love: la nuova brillante ed esilarante commedia firmata Woody Allen

  1. L’attendevo. Se non ho potuto assistere all’anteprima, di certo mi gusterò la prima! I biglietti di venerdì sono praticamente prenotati🙂 Ad ogni modo grazie per l’anticipazione!

  2. 5 anche a questo? Insomma, per te Woody quest’anno ha firmato la doppietta della vita!😉 Non vedo l’ora di gustarmela la trasferta tricolore del Sommo😀

    • Secondo me Woody è semplicemente rinato in questi ultimi 3 anni. Il cosiddetto periodo londinese non è stato particolarmente brillante, eccetto per Vicky Cristina e Basta che funzioni che era una vecchia sceneggiatura degli anni ’70. Comunque spero che lo potrete vedere presto anche voi🙂

      • Vicky Cristina? No, dai, quel film è il peggiore di Woody… Davvero ti è piaciuto?

        Su Basta Che Funzioni invece concordo (anche se lì non è più “parentesi europea”, visto che siamo a New York). Questo qui appena esce mi fiondo in sala🙂

      • Perché il peggiore? Non è particolarmente alleniano ma le psicologie dei personaggi sono perfette. Tra l’altro non credo che molti abbiano capito come il narratore esterno che dice più cose di quante ne dica il personaggio sia una citazione di Truffaut (vedi Le due inglesi ad esempio) e di quegli altri grandi autori che fanno un uso letterario di questo espediente…

      • Mah… Onestamente l’ho trovato un giochino molto fine a sè stesso, con un finale pessimo ed un soggetto inesistente. Poi il fatto che la Cruz ci abbia vinto uno scandaloso Oscar (meglio lei della Davis ne Il Dubbio o della Tomei in The Wrestler? Non scherziamo, giù…) me lo fa odiare ancora di più, probabilmente🙂

      • E’ un finale pessimo un finale che ci fa capire quanto non riusciamo a concederci soddisfazione finendo per ritornare sempre alla nostra routine e alla nostra “sicurezza”? Se questo è stupido allora è stupido anche Allen

      • E’ pessimo perchè scialbo e “semplificante” (nel senso, a me ha dato l’idea che Allen abbia pensato “Non so come finirlo, torniamo al punto di partenza”). Poi mai mi permetterei di dire che Allen è stupido, ma l’ho trovato (parere personalissimo, of course) decisamente meno valido che in altre occasioni🙂

  3. Non vedo l’ora di vederlo, e come al solito complimentissimi per la recensione!!!😀

  4. a me sa di classico film americano, tutto stereotipi sugli italiani..

    • Mi spiace contraddirti ma Woody Allen l’ha vissuta di persona molti mesi la nostra capitale e ha visto e capito molto di più di molti romani e italiani che la vivono ogni giorno. Stereotipi non si sa dove li hanno visti: io credo che molti si siano sentiti presi in causa, soprattutto i giornalisti italiani, che vengono criticati nel film per la loro superficialità e ossessione verso il gossip. Per quanto riguarda i vestiti che sono anni ’40 e ’50 mi pare evidente che si tratta di una voluta stilizzazione… Ti consiglio di vederlo con i tuoi occhi, perché è molto diverso da come lo descrivono e sarà un grande successo😉

  5. Attendo di vederlo anche se leggendo le critiche sui vari giornali sembra si tratti della solita sfliza di stereotipi sugli italiani, anzi sui romani, e sembra anche che una parte del film sia stata presa di pari passo da un vecchio film di Fellini. Però io ho un’altra curiosità: tu che esperienze hai vissuto che in ogni tua recensione o quasi parli del moralismo ipocrita italiano tutto casa e chiesa? Se c’è un popolo solo superficialmente cristiano e molto profondamente pagano e proprio il popolo italiano dalle Alpi alle quasi Piramidi. Questo lasciando da parte i politici e qualche istituzione che fanno finta di essere i baluardi della fede per tenersi buoni il Vaticano e qualche bacchettone…ma forse a Roma se vivi a Roma le cose sono diverse…

    • I riferimenti felliniani credo che fossero quasi d’obbligo: sono dei palesi omaggi a un cinema che il mondo ci ha invidiato e che ancora ci invidia. Comunque ci sono molti altri riferimenti che non sono stati colti dalla critica, che era troppo occupata, dato che si è sentita presa in causa, a farsi “rodere” per le fondate critiche rivolte dal film a parte dei giornalisti a cui interessa solamente se la star-semidio ha la calza smagliata o se ha mangiato cipolle a pranzo… Calcola che alla rassegna stampa i giornalisti si sono rivelati abbastanza polemici e ignoranti proprio come nel film, ma voi dalla tv vedete tutto filtrato quindi saprete sempre solo quello che vogliono loro. Per quanto riguarda la tendenziosa domanda che mi fai, credo che sia inutile personalizzare, scagliandosi ogni volta contro le cose che dico, personalizzare è sbagliato. Non sono cose che dico e penso solo io: le pensano anche molte altre persone in Italia e nel mondo che la realtà purtroppo e questa.

  6. Ho proprio voglia di vederlo, ne parlavo oggi con mia madre, spero solo di non rimanere delusa dopo “Midnight in Paris”.

  7. Cara Emerald, sono anni che non guardo la TV, in compenso leggo molti giornali Italiani e stranieri e vado molto in rete. E non sto’ facendo nessuna domanda tendenziosa: sto’ solo notando un’abitudine che si ripete e cioè quello di dare a chi non la pensa come te del tendenzioso. Ma il mondo è bello perchè e vario e perchè, fortunatamente, possiamo ancora dire e pensare quello che vogliamo. Vedrò il film e poi mi farò una mia idea. Anche se Allen è un ottimo regista ha fatto anche dei film mediocri (anche lui deve lavorare per vivere).

  8. Manca pocoooo:))non vedo l’ora!!poi dopo la tua bellissima recensione sono ancora più curiosa di vederlo:)) un saluto!

  9. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  10. Bella recensione!🙂
    Sono contenta che il film ti sia piaciuto tanto. Da come lo descrivi sembra un film molto godibile, fatto bene, ma non stereotipato. Non ho idea di quando uscirà qui al cinema… immagino tardi, come molti film.
    Però lo vedrò sicuramente appena posso. Buona settimana!

  11. Uffi emerald che delusione:(( a me non è piaciuto proprio..non ho visto/vissuto la magia tipica di Allen anzi,di lui non c’era proprio nulla..:(

    • A me è sembrato che l’episodio di Allen fosse un insieme di tutte le caratteristiche tipiche del suo cinema e della sua ironia, con delle trovate geniali come quelle della doccia.

      • Si certo quell’episodio era molto comico..Ma non alla sua altezza,Woody puó fare molto meglio(come ci ha già dimostrato)!!

      • Io credo che siamo molto influenzati dal fatto che il film ci riguarda da vicino e che è ambientato nel nostro “territorio”. E’ normale che non possa fare un altro Io e Annie o un Midnight in Paris: se facesse sempre lo stesso film tanto varrebbe non farne nessuno… Si cambia! Ci si evolve, e lo fanno anche i geni, nonostante noi tendiamo ad affezionarci a un loro singolo modo di esprimersi: ma il genio è così, multiforme come Ulisse🙂 Ed è molto apprezzabile che si sia sforzato di fare un film in parte diverso dalle sue corde: che abbia saputo mediare tra elementi così diversi e in apparenza non omologabili!
        Sfido qualunque altro regista contemporaneo a fare un film del genere e con una tale “apparente” leggerezza e intelligenza allo stesso tempo.

  12. Non so, forse non ho capito bene il significato nascosto del film, ma a metà me ne sono andato dalla disperazione. Altro che “vorrei non finisse mai”!

  13. Ho appena letto una recensione diametralmente opposta alla tua😀 interessante questa cosa..!

  14. […] leggere la recensione in anteprima di To Rome with Love clicca qui oppure qui, la recensione alternativa. Ecco finalmente, a distanza di poche settimana […]

  15. L’ho visto ieri sera. In effetti, questo film è molto più del film estivo fatto “presto e bene” che potrebbe sembrare, per quanto sia un film leggero e per quanto, in effetti, non sia un film epico.
    Aggiungerei che non è doppiato molto meglio del più economo “Dinosauri antropomorfi dalle voci ambigue”.

    • Il doppiaggio è una piaga terribile. A me non sembra doppiato così male in questo film (eccetto alcuni attori che per orgoglio si sono doppiati da soli), ma la Medusa ci tiene a non distribuirlo in originale. E’ un film bilingue in realtà quindi si perde molto in questa maniera (vedi quando la moglie del tenore non capisce Woody Allen e gli dice “Io non ti capisco”, non lo capisce ovviamente perché lui parla inglese…)

      Ci sono moltissimi significati non colti dai più: solo l’apparenza delle storie è (volutamente) quella di un filmettino e per questo molti lo screditano. Prima o poi lo rivaluteremo anche noi.

  16. Visto e l’ho trovato geniale, impressionante come comicamente ti conquista pian piano e poi sotto sotto è molto più complesso di quanto sembri, altro che filmetto!!!

    • Bello sentire qualcuno che non sragiona, ogni tanto! E’ assurda la tesi che Woody si sia rimbambito e guarda caso proprio dove farebbe più comodo agli italiani, nel film che più li riguarda!

      E’ vero, è proprio un film più complesso della media e quindi molti, non capendolo, lo disprezzano direttamente: tanto hanno avuto il permesso dalla critica…

  17. sono andato a vedere il film da un po di tempo ma ho scritto la recensione solo poco tempo fa. Te la posto qua:
    http://heuresabbatique.wordpress.com/2012/05/13/allens-sex-decameron/

  18. lo so che scritto qui e così sembra tranchant (mi piacerebbe tanto discuterne con te per ore e ore, ma…): seguo woody allen da secoli, manhattan è uno dei miei tre film del cuore (gli altri due sono a’ bout de souffle e les 400 coups) e doverosamente (e affettuosamente) non perdo neanche uno dei suoi film. secondo il mio modestissimo parere, l’ultimo capolavoro- commedia è stato proprio harry a pezzi (tutti i suoi film precedenti, a parte ombre e nebbia che personalmente trovo un po’ palloso, sono intoccabili). da allora in poi (e credo per sua stessa ammissione) prevale il lato drammatico, amaro e cinico, su tutti match point (molto hitch) e sogni e delitti (grande!). ho trovato carino incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, incantevole (ma non certo un capolavoro) midnight in paris, bruttarello basta che funzioni, orrendo vicky cristina barcelona e inqualificabile (scusa) to rome with love. insomma, potrei passare la notte a spiegarti perché ho fatto fatica a rimanere seduta e a guardarlo fino alla fine, ma è tardi e sono stanca. te ne dico una: secondo me non ha diretto e basta. a parte ellen page (e forse si salva anche antonio albanese, ma dico forse), gli altri che facevano? perfino judy davis (grandissima in harry a pezzi) era scarsa. che tristezza.

    p.s.
    e ti confesso una cosa (che dico a pochi): quando ho voglia di woody allen, mi metto su interiors. mi piace un sacco, che posso farci?😉

  19. non ci trovate qualcosa di pirandelliano nella produzione alleniana?

    • Sì, in effetti sì: basta guardare il magnifico “La rosa purpurea del cairo” per averne la conferma più assoluta! Oppure anche l’episodio di Robin Williams “fuori fuoco” in Harry a pezzi, ed anche l’episodio di Benigni in To Rome with Love!

  20. […] il successo mondiale di Midnight in Paris e l’incompreso omaggio verso il cinema italiano To Rome with Love, l’instancabile genio di Woody Allen ci regala ancora, dopo piu di quaranta anni e più […]

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