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Gigolò per caso: recensione in anteprima

Gigolò per caso, John Turturro, recensione

Gigolò per caso (titolo originale Fading Gigolò) è l’ultimo film di John Turturro da regista, in uscita nelle sale italiane questo aprile. Il film può vantare un cast che dire famoso è poco, a partire da Woody Allen in un ruolo di rilievo per la storia, a seguire con Sharon Stone, Vanessa Paradis e Sofia Vergara. Gigolò per caso è ambientato a Manhattan, come le classiche commedie alleniane, alle quali cerca in parte di strizzare l’occhio tra musiche, atmosfere e situazioni brillanti.

Il protagonista del film è Turturro stesso nel ruolo Fioravante, un uomo che, non più troppo giovane, si ritrova a fare il mestiere, un po’ per caso, un po’ per curiosità, un po’ per spinta dell’amico Murray, interpretato appunto da Allen in una delle sue pochissime apparizioni al di fuori dei propri film.

Gigolò per caso sembra partire dall’idea di scrollare di dosso un po’ di polvere e un po’ di moralismi da un argomento spinoso come quello della prostituzione maschile, trattandolo con ironia e leggerezza, basandosi sul presupposto della solitudine femminile, della solitudine in generale e della ricerca e bisogno di contatto altrui, bisogno che viene spesso trascurato, se non proibito come alle donne in certe comunità restrittive come quella ebraico ortodossa di Brooklyn.

Il film tratta dunque un tema non convenzionale, raramente toccato, ed è in grado di farlo spesso con una certa leggiadria e comicità, in particolare per quanto riguarda i riusciti dialoghi con Woody Allen, molto comici, e il rapporto instaurato con le due ricche clienti principali (Stone e Vergara). Nonostante si tocchino temi veri e di una certa rilevanza, lo stesso non si può dire della caratterizzazione del protagonista, che risulta un po’ sbiadita e il cui fascino si basa soprattutto su un citazionismo italico/internazionale, sulla capacità di ascoltare e sulla manualità, elementi un po’ scarsi per renderlo un personaggio interessante, al contrario risulta a tratti ripetitivo, in particolar modo nei momenti di maggiore romanticismo.

A parte questa mancanza in particolare, Gigolò per caso è una commedia capace di far riflettere e di proporre situazioni divertenti e ironiche.

 

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2 commenti su “Gigolò per caso: recensione in anteprima

  1. Mah, io non l’ho trovato affatto brillante, mi ha annoiata a morte. Concordo poi sul fatto che il personaggio di Fioravante non è ben indagato, nasce dal nulla ed acquista “talento” improvvisamente. Mah.. un po’ banale.

  2. Estenuante, montaggio pessimo. Si salva fotografia e scenografia.

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