The Dark Knight Rises: anche i grandi a volte prendono un granchio…

Pubblicato il 29 agosto 2012

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Ecco al cinema l’attesissimo finale della celeberrima trilogia batmaniana di Nolan ed ecco… ed ecco in arrivo anche una bella dose di delusione! Non voglio scoraggiare nessuno dall’andare al cinema, però, come dire, credo sia giunto proprio il momento di abbassare i toni d’entusiasmo in merito a “The Dark Knight Rises”. Il film purtroppo è ben lontano dall’essere un capolavoro e sembrerebbe, al contrario, il meno riuscito della seppur valida trilogia. Anche se Nolan è un grande regista, dotato di grande talento, i difetti del film sono parecchi, a cominciare dalla sceneggiatura che non ci propone nulla di originale, al contrario presenta una serie di situazioni viste, condite spesso e volentieri da dialoghi troppo filosofici e al tempo stesso facilmente dimenticabili. I personaggi secondari sono decisamente troppi e così le rispettive sottotrame: non si sa bene che direzione il film voglia prendere e il montaggio tipico alternato alla Nolan non fa altro che “annacquare” ulteriormente l’indecisa situazione. Nonostante il cast stellare anche gli attori, con l’eccezione di un buon Christian Bale, sembrano in difficoltà, a cominciare dall’impacciatissima Anne Hathaway, che risulta del tutto fuori ruolo come Catwoman. Anche la scelta del villain non aiuta molto in tutto ciò: sembra quasi un film che parla di altro e che, trasversalmente, parla anche di Batman. Addirittura il mitico Hans Zimmer pare calcare un po’ troppo sulle cosiddette “note eroiche”, aumentando ulteriormente un senso di epicità più epico delle situazioni stesse che vengono proposte… Sarà che questo connubio tra supereroi e realismo non può durare in eterno? Sarà che le aspettative erano troppo alte oppure sarà che “The Dark Knight Rises” è stato volutamente “dopato” proprio per paura delle alte aspettative? A voi internauti l’ardua sentenza.

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