La base di ogni commedia è sempre nei personaggi e nella possibilità delle persone di potervisi immedesimare e poter ridere dei contrasti che hanno luogo tra di essi: bastano questi pochi ma ottimi ingredienti per avere una buona commedia e, spesso, anche un bel successo meritato al box-office.

Philippe (François Cluzet) è un tetraplegico ricco, cinico e un po’ all’antica. Al contrario, Driss (Omar Sy) è un giovane di origine senegalese che viene dalla periferia parigina. E’ schietto, alla mano e anche un po’ volgare, ma Philippe, contro ogni possibile previsione e contro decine di candidati più qualificati, lo assumerà come collaboratore domestico, un po’ per metterlo alla prova, un po’ perché il giovane ha una qualità indispensabile a detta di Philippe: Driss non prova una pietà autoimposta verso di lui e, di conseguenza, anche se spesso è inopportuno e molto poco policamente corretto, non lo tratta come un essere menomato da proteggere, bensì come una persona come tutte le altre.

Il film incomincia, come si suol dire, in medias res, ovvero nel mezzo della storia, una cosa che differenzia la commedia già moltissimo da quelle nostrane. Dopo di ché si ricomincia da capo tra gli incontri e scontri di questi due personaggi così diversi, con risvolti comici notevoli. Praticamente si ride la maggior parte del tempo e non lo si fa in modo stupido, anzi ironico e leggero su di un argomento che di leggero non ha nulla di solito negli altri film, che tendono a sfruttare la questione disabili a loro vantaggio attraverso film appositamente patetici. In particolare si gioca anche su un argomento che è molto un tabù per la nostra società: ovvero che anche se si è disabili, la propria sessualità esiste e continua giustamente a esistere come per tutte le altre persone sulla faccia della terra.

La fotografia risulta meno “francese” e azzurrina del solito, con molti toni sul rosso e marroncino che la rendono abbastanza neutra e internazionale, ma soprattutto ha il pregio di essere incredibilmente nitida, come il film stesso. Il montaggio è molto presente e calibrato, la regia quella necessaria in una commedia, senza stranezze. Tra le scene più divertenti e spassose sono indubbiamente quelle che riguardano il contrasto tra la musica classica e l’opera che piacciono a Philippe e gli Earth Wind & Fire che invece fanno impazzire Driss per non parlare di quella riguardante l’arte contemporanea astratta. Tutte tendenze che celano una bella dose di intellettualismo se abusate e che il giovane venuto dal blocco riesce a smitizzare in poche graffianti battute…

Tra i momenti più poetici c’è invece quello della fuga dalla grande città verso il freddo mare del nord francese, anche se anche Parigi ha il suo indubbio fascino e sapore di libertà, in particolare a notte fondo lunga la Senna e nei cafè ancora aperti, tutti piccoli grandissimi piaceri che Philippe non si godeva da anni e che adesso scopre nuovamente.

Un altro dei motivi per cui questa commedia sta ottenendo moltissimo successo è che parla di un’amicizia improbabile, che è qualcosa che senza dubbi tutti custodiamo nella lista dei nostri desideri più indispensabili. Tutti vorremmo una persona su cui poter contare, nonostante le diversità e tutti i difetti possibili e immaginabili, ma soprattutto una persona con cui poter ridere e non dover fingere di essere questo o quello.







nickinack.wordpress.com
13 marzo 2012
Ottima recensione, chiara, limpida e lineare, sai scrivere veramente di cinema tu!
se qualcuno volesse leggere qualcosa di decisamente più terra terra ne ho scritto qualcosa anch’io!
The Emerald Forest
13 marzo 2012
Ciao cara, troppi complimenti
Appena ho un attimo passo da te con piacere
icittadiniprimaditutto
13 marzo 2012
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
anya78
13 marzo 2012
un film delicato e godibile ^^ tralatro tratto da una storia vera
The Emerald Forest
13 marzo 2012
Hai ragione, non l’ho scritta questa cosa. Sarà che per me il confine tra finzione e realtà al cinema è moooolto molto labile quindi ci faccio poco caso alla fine
vincenza63
14 marzo 2012
Assolutamente d’accordo. Lo rivedrò senz’altro! Io mi ci sono ritrovata, soldi a parte….
The Emerald Forest
14 marzo 2012
Anche io lo rivedrò quando uscirà in dvd perché è molto intelligente oltre che divertente. Un film da avere, diventerà un classico di sicuro, tipo La strana coppia.
vincenza63
15 marzo 2012
Io… ce l’ho. Piovuto dal cielo.
Un classico? Senza dubbio. Dovrebbero mostrarlo nelle scuole. Di ogni ordine e grado, oltre a quel capolavoro che è ‘Il mio piede sinistro’.
anniehallll
14 marzo 2012
Bellissima recensione
e bellissimo film!:)
The Emerald Forest
14 marzo 2012
Grazie! Allora aspettiamo la tua, prima o poi
pensieriosceni
15 marzo 2012
Non l’ho visto. Ma vari amici l’hanno fatto, riportandone giudizi positivi
The Emerald Forest
26 marzo 2012
Magari sei ancora in tempo per vederlo, dato il successo che ha avuto!
l'amara
15 marzo 2012
domenica vado a vederlo
un salutone!
Scrutatrice Di Universi
24 marzo 2012
VIsto due giorni fa. Davvero meritevole. E davvero ottima la recensione, complimenti!
The Emerald Forest
24 marzo 2012
Grazie per i complimenti!
Un film davvero ben fatto,
e poi in fondo penso che i blog “Into the wild” e “Emerald Forest”, già dai titoli di questi due film magnifici e saporosi di libertà, dovrebbero intendersela, no?
Grazie per essere passata
Scrutatrice Di Universi
24 marzo 2012
Esattamente
Pensa che stavo per lasciarti scritto questo pensiero nella pagina “Cos’è The Emerald Forest?”
The Emerald Forest
24 marzo 2012
Ah ah, pensa te!
Se vuoi lasciarmi scritto qualcos’altro fa pure, mi fa molto piacere. Sono certa che ti piacerebbe come film, se hai apprezzato Into the wild e se credi che la maggior parte delle persone esista
Una curiosità: lo conosci Silvano Agosti?
Scrutatrice Di Universi
26 marzo 2012
No, non lo conosco… regista?
The Emerald Forest
26 marzo 2012
Anche regista, però qua in Italia i suoi film non sono stati fatti uscire, in compenso in Francia e in Giappone è molto apprezzato: ora ha un piccolo cinema a Roma Prati dove trasmette i film che pare a lui e li tiene quanto gli pare. E’ una persona molto intelligente che mi ha fatto capire un sacco di cose e la frase sulla destra del tuo blog, la dice sempre anche lui, per questo ho pensato che lo conoscessi. Ecco un video che ti potrebbe interessare, secondo me:
Un caro saluto,
Emerald
Scrutatrice Di Universi
26 marzo 2012
Mi piace, mi piace, molto pirandelliano. Ed io adoro Pirandello!
P.S. Volevo scriverti anche qualcosa sul post di Allen, ma ho visto che i commenti sono chiusi…
The Emerald Forest
26 marzo 2012
Aspè, mo questa me la devo spiegare da sola, questa dei commenti disabilitati…
Comunque non è proprio esattamente pirandelliano, lui le pensa davvero quelle cose e le mette in pratica nel suo stile di vita. E le penso anche io
Scrutatrice Di Universi
26 marzo 2012
Sì certo, non metto in dubbio che le pensi davvero, però si nota lo spettro delle trappole di Pirandello. Almeno secondo me
Stupendo il pensiero: “vivere significa assaporare l’eternità giorno per giorno”.
The Emerald Forest
26 marzo 2012
Ah ok, in quel senso sì
Poi in effetti anche Pirandello dice cose vere, come Agosti. Essì: ogni giorno è come vivere e morire ed è quella l’eternità, un’eternità ciclica giorno per giorno, anche un po’ Nietzcheiano… Comunque è un mito: va totalmente contro l’ottica odierna del sacrificio. Meglio lavorare di meno che lavorare di più: il lavoro se troppo non nobilita l’uomo. Lo mortifica e basta: in quel senso è una gabbia…
Scrutatrice Di Universi
26 marzo 2012
Alcuni lavori, poi, sono proprio la morte intellettuale. Facessimo tutti gli scrittori o i registi…!
Grazie della segnalazione, molto interessante la sua persona.
The Emerald Forest
26 marzo 2012
Grazie a te, io nel frattempo stavo pensando di pubblicare il suo sito sulla destra del mio blog… alla prossima!
The Emerald Forest
26 marzo 2012
Comunque mi fa piacere se ti interessa il video, è un po’ lungo ma molto importante secondo me nella vita di una persona nel fare una scala di valori un po’ più oggettiva e che ci faccia stare bene, con un po’ più di libertà
ps. quella cosa dei commenti su Allen, mi vergogno di dire che non riesco proprio a risolverla
hagane80
1 aprile 2012
Ottima recensione! Sembra un film piacevole e molto interessante. Mi piace il fatto che, da quel che scrivi, tratta una questione delicata senza patetismi né falsi moralismi. Me lo segno!
Da quando leggo il tuo blog ho trovato diversi titoli interessanti, sono molto contenta.
Scrivi molto bene e susciti interesse nel lettore, invogliandolo a vedere i film che recensisci.
Continua così, mi raccomando!
Emerald Forest
1 aprile 2012
Anche per me è stata una scoperta il tuo blog, mi hai ricordato tante cose dell’oriente che non ricordavo più dall’adolescenza… e poi è molto bello confrontarsi. Qui in Italia il film è stato un successo ai livelli di Totò, non so quanto ha incassato, è stato in sala un mese quando in genere dopo una settimana devi fare i salti mortali per trovare un film… Del resto ha avuto successo perché siamo tutti molto soli in realtà… e poi la maniera in cui prende in giro le cose intellettuali, ti giuro fa morire delle risate, il contrasto tra loro due… Poi credo anche che molta gente non abbia praticamente mai visto un film al cinema con “handicappato totale” ovvero un tetraplegico, quindi credo che abbia influito anche questo…
A presto!