Black Swan, ovvero il Cigno Nero: Desideri e paure al femminile

Pubblicato il 19 febbraio 2012

24


Questa locandina del Cigno nero ha dominato a lungo gli avatar di facebook…

… Ma vi posso assicurare che l’immagine-locandina più significativa, oltre che esplicativa e geniale al tempo stesso, è invece quella che vi propongo qua sotto, che ora possiamo vedere sulla copertina del dvd/bluray uscito da qualche mese, dove possiamo vedere il volto della bellissima e bravissima Natalie Portman, così bello e perfetto ma al tempo stesso dilaniato da profonde crepe. Questa semplice immagine spiega attraverso un’abile sintesi il significato del film, perché qui non si parla semplicemente di lato chiaro e di lato oscuro della forza o di banale dualismo (come recita la solita pietosa e superficiale pagina di wikipedia italiana), ma qui si parla dei più profondi desideri e e delle paure femminili.

Nina (Natalie Portman) è una giovane ed eccellente ballerina che lavora in una prestigiosa compagnia di ballo a New York. Vive ancora con sua madre (Barbara Hershey, l’ottima Maria Maddalena de L’ultima tentazione di Cristo di Scorsese, qui l’articolo), anche lei del campo, ex-ballerina che pare abbia rinunciato a ballare a 28 anni poiché incinta della figlia, quindi piena di rimorsi e di pesanti aspettative nei suoi confronti, oltre che un bel po’ oppressiva… Con questo carico sulle spalle, Nina si impegna al massimo (fino a farsi veramente male alle dita) per avere il ruolo principale nel balletto che aprirà la nuova stagione, il Lago dei cigni: il posto è vacante in quanto la ballerina più importante, Beth (Winona Ryder), è stata appena estromessa dal piuttosto viscido direttore del corpo artistico, Leroy (Vincent Cassel), probabilmente perché troppo “anziana”. Questa donna, secondo fantasma del fallimento della madre, sarà a tratti una persecuzione per lei, terribile specchio di quello che non vorrebbe mai diventare, ovvero più matura e, nella sua mente, indesiderata, meno appetibile oltre che ovviamente impossibilitata a danzare ai massimi livelli, ergo con il massimo dell’attenzione possibile.

Winona Ryder nel ruolo della ballerina "anziana" da spodestare e cestinare: il classico eterno paradigma del complesso di Elettra in cui c'è una strega/madre/rivale cattiva da spodestare, il peggior incubo femminile: quello dell'invecchiamento

Il direttore Leroy sceglie, anche se non convintissimo, proprio Nina e vorrebbe che lei interpretasse nell’opera sia la parte del cigno bianco che quella del cigno nero. Nonostante la ragazza avesse addirittura sognato in precedenza di essere uno straordinario cigno nero danzante, si rivela bravissima nel lato tecnico, ma molto impacciata per quanto riguarda gli aspetti della scioltezza e della sensualità, non necessari per la fragilità del cigno bianco ma indispensabili per la sua controparte. In poche parole, Nina balla bene, ma balla come lo farebbe una ragazza frigida, tutto il contrario, a quanto sembrerebbe, della sua compagna Lily (Mila Kunis), che appare invece molto sciolta, anche se meno bella e meno brava di lei.

Mila Kunis: per il ruolo delle ninfs, non si sa perché, vengono scelte sempre ragazze dal viso piuttosto largo, tipo lei.

Già Nina non è che fosse un mostro di sicurezza e autostima, anzi. Eterna bambina, tenuta in casa dall’iper-apprensiva madre come in una campana di vetro (ovvero una stanzetta tutta rosa che non si può chiudere a chiave), sotto la scusa della perfezione e della danza naviga in un mare di insicurezze, nevrosi e paure. In queste condizioni di base, capirete come Nina non possa reggere, proprio a livello di nervi, il confronto con la rivale Lily. Come se non avesse mai superato il complesso di Elettra di voler essere la prediletta del padre, così vorrebbe tutte le attenzioni della figura dell’insegnante Leroy. Nina soffre che le cose non stiano così e, inizialmente, sembra pretendere di ottenere la seduzione dell’insegnante e la parte senza “macchiarsi” nemmeno un po’ perché teme di raschiare e intaccare anche un minimo la rinomata purezza della candida superficie del cigno bianco che le sembra di essere.

Natalie Portman e Vincent Cassel

Quando scopre l’insegnante e la rivale che fanno sesso (ma bisogna premettere che prima che iniziasse tutto ciò lei aveva già strane impressioni nella metropolitana, come se ci fosse una “doppia presenza”, quindi non è che stesse bene manco prima), Nina comincia ad avere strane visioni sempre peggiori. Non solo ha inquietanti visioni di una sé stessa altra, dark e “oscura”, ma incomincia a vedere il suo corpo cambiare, come succede nel film di Cronemberg “La mosca”, solo che lei vede crescere piume nere da sotto la sua candida pelle. E’ come se lei potesse metabolizzare solo attraverso una straziante e dolorosa metamorfosi, che la trasforma in un’altra e le dà un’altra identità, il fatto di essere anche cigno nero sotto la coltre del cigno bianco, ovvero di essere anche un po’ trasgressiva, un po’ sensuale, un po’ Lyly/Mila Kunis oltre che perfettina e frigida. In fondo sono semplicemente due facce dello stesso rapporto contrastato e mai bilanciato che il mondo femminile ha con il sesso. Spesso si parla di come i cigni neri vogliano essere in realtà cigni bianchi (vedi Pretty Woman) ma raramente si parla del desiderio invece di poter essere liberamente anche un cigno nero, davanti a tutta la platea, ovvero la società. Solo i più grandi fanno ciò, vedi per esempio Bunuel in Bella di Giorno, su cui sarebbe da aprire tutto un capitolo a parte, che farebbe inalberare i più, anzi le più, quindi per ora lasciamo perdere. Un altro parallelo può essere facilmente istaurato con il film di Cassavetes “La sera della prima”, in cui Gena Rolands non vuole interpretare la parte di una donna matura perché ha il terrore di invecchiare (e di apparire per sempre vecchia al pubblico). Ha anche delle visioni di una sua fan, che rappresenta tutto quello che lei vorrebbe essere e che può più essere, ovvero giovane e sensuale per tutto l’universo: con questo fantasma si scontra fino a “ucciderlo”, a uccidere la sua parte giovane e ad accettare di cominciare a essere un po’ più matura e meno bambina.

Gena Rowlands in "La sera della prima"(Opening Night) di Cassavetes

Analogamente anche Nina/Natalie Portman fà un tentativo del genere, però invece di colpire una parte di lei che non c’è più, colpisce una parte di sé che è vivissima e palpitante sul palco…

Vuoi vedere che non è questione di dualismo e di schizofrenia, ma solamente di sapersi accettare e riconoscere come sé stesse, anche se a volte si fa qualcosa che potrebbe intaccare la propria immagine di perfezione? Questa famosa immagine è stata monoliticamente simulata e costruita con inutile dolore nel corso del tempo, ma è più deleteria che altro. Nina ha addirittura un sogno omoerotico con la rivale Lily, quindi anche lei ha dei desideri, oltre che delle paure, come l’altra, come tutte. L’unica differenza è che non li realizza. Anzi lei sembra avere un bisogno di trasgressione maggiore rispetto all’altra ragazza (trasgressione delle rigide regole impostele dalla madre) e trasgredisce appunto andando con un’altra donna, che risulta per lei essere un gesto di ribellione addirittura più grande che andare con un uomo.

Che dire poi del film in sé? La regia di Aronofsky è molto ben fatta e ossessiva, segue da vicino il personaggio facendoci sentire direttamente dentro la vicenda. Poi sin da “Pi greco – Il teorema del delirio” il regista ci aveva abituati a ottimi personaggi borderline. Film d’apertura al 67esimo Festival di Venezia (dove Mila Kunis ha preso il premio Marcello Mastroianni), Black Swan ha ricevuto 3 nomination all’Oscar ( Miglior film, Miglior Fotografia, Miglior Montaggio) più Natalie Portman ha ricevuto il premio per Miglior Attrice Protagonista, davvero meritatamente. Sarà che si era davvero identificata nel personaggio, dato che poi si è messa con il suo coreografo e ballerino che l’ha aiutata nelle difficili riprese? Oppure è semplicemente che questo film ci azzecca su molti aspetti del femminile, dato tutto il successo riscontrato da Natalie Portman-Cigno nero come icona?

 

Voto:

About these ads