Mission Impossible 4 – Protocollo fantasma: shakerato, non mescolato

Pubblicato il 31 gennaio 2012

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Il pressoché immortale agente Hunt si ritrova questa volta intricato in una trama che sembra uscita da un film di 007 degli anni Sessanta, una sorta di mix shakerato, non mescolato di quei film interpretati da Sean Connery. Ovvero siamo di fronte alla classica storia di tensione tra Usa e Russia, ma in realtà il colpevole è sempre un altro, un singolo, un megalomane, una specie di Goldfinger, il quale nell’omonimo episodio della serie avrebbe voluto far scoppiare una bomba atomica per contaminare la riserva aurea degli Usa e causare la distruzione dell’economia mondiale…

Il megalomane Goldfinger

In 007 – Missione Goldfinger Connery disinnesca la bomba a 7 secondi dall’esplosione… cosa oramai divenuta il classico dei classici dei film d’azione di tutto l’universo: chi mi può capire, mi capisca…

Su richiesta posso specificare la lista degli altri megalomani pazzi della serie che hanno la volontà di sanificare il pianeta terra in qualche maniera distruttiva per il genere umano, ma adesso non ho nè il tempo, nè la voglia, quindi, procediamo oltre.

Qua invece un dejavu di Minority Report

Moooolto James Bond anche quella scena in cui Tom Cruise, uscito dal Cremlino, rigira i vestiti che diventano diversi, cosa che succede in un film con Roger Moore, ma non ricordo quale (Vivi e lascia morire oppure Moon Raker).

La combattiva Paula Patton, a metà tra Halle Berry e Lucy Liu

Altri influssi sono decisamente esercitati dallo stile di Nolan, in particolare mi riferisco a Incepcion per quanto riguarda il montaggio finale (una struttura del tutto simile ai “livelli del sogno”, da scardinare solamente in sequenza, come una scatola cinese) e poi, vabbè, quella scena della tuta magnetica: ormai far svolazzare le persone nei film d’azione è divenuta una sorta di consuetudine…

Nonostante ciò, il materiale suddetto è stato rielaborato bene, i dialoghi sono piuttosto brillanti, ma soprattutto sono stati affiancati dei comprimari molto bravi a Tom Cruise, il quale ormai stravistissimo e invecchiato, non poteva reggere da solo un intero film, in tutti i sensi.

Tra l’altro, siccome (si sa) Tom Cruise è pazzo e vuole fare lui tutte le scene più pericolose rendendo la professione dello stunt-man praticamente inutile, e dato il costo astronomico dell’assicurazione in caso di suo decesso, immagino che meno scene d’azione dovesse fare, più la produzione potesse tirare un sospiro di sollievo. In base a quali parametri sia stato deciso dalla suddetta assicurazion che stare appesi a un grattacielo altissimo fosse meno pericoloso che guidare una macchina, poi è un mistero…

Location molto azzeccate, regia funzionale, tensione sempre altissima grazie a un montaggio praticamente perfetto, ma soprattutto…

Per girare pochi minuti di scena, T. Cruise ha dovuto rimanere appeso una giornata intera al grattacielo grazie a dei cavi, che poi sono stati cancellati successivamente insieme all'elicottero che riprendeva(che si vedeva riflesso anch'esso nelle pareti a specchio), i primi piani sono stati girati in studio

…un gran quantità di autoironia, elemento indispensabile dato che tutto ciò che riguardava questa saga era divenuto così comune da sfiorare il proverbiale, fanno sì che il film sia godibilissimo, oltre che molto divertente e ben fatto.

Il comprimario comico Simon Pegg, già visto ne "La notte dei morti dementi"

Apprezzabilissimo il fatto che nell’epilogo finale Tom Cruise si prende in giro da solo per le sue classiche formule da Mission Impossible, spassosissima la scena della truffa nel grattacielo di Dubai. Suggestiva invece quella della tempesta di sabbia.

Ps: La scritta IMAX nella locandina mi fa sempre più sospettare dell’attenzione dei produttori verso Nolan…

Pps: Lo so che la locandina è in cirillico però data l’ambientazione moscovita non guasta…

Ppps: A parte scherzi, era la più bella di tutte: Tom Cruise non da solo incappucciato, ma con il Cremlino dietro e con (giustamente) i comprimari.

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Pubblicato in: cinema