Lettera a David Lynch per il suo compleanno

Pubblicato il 21 gennaio 2012

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Carissimo David,

quest’anno, ieri per la precisione, hai compiuto 66 anni e ti faccio gli auguri un po’ in ritardo, ma da te magari è ancora ieri e in realtà non sono in ritardo: non è che sono una cima in fatto di fusi orari…

Non la tirerò molto per le lunghe, anche perché questa lettera non la leggerai mai, complice il semplice fatto che è stata scritta in una lingua pressoché sconosciuta ai più nell’universo. In realtà, questa piccola pagliacciata è frutto di elugubrazioni mentali messe a marcire per diverso tempo, cosa che forse non dovrebbe dispiacerti in particolar modo, se solo potessi venirne a conoscenza ovviamente!

Non è che ti scrivo perché per me sei un feticcio o chissà quale altra entità da adorare: è solo che avendo un po’ di gusto e anche un po’ di comprendonio, sai com’è, ti apprezzo. Capita spesso di apprezzarti.

L'inizio di Velluto blu (Blue velvet)

Ti apprezzo parecchio, a parte quelle volte che giri tipo in Mini DV (con tutto il rispetto per le Mini DV con cui tutti noi giovincelli cinematografici di oggi abbiamo iniziato a smanettare) e quelle volte che ci sono troppi conigli in giro.

Lo so che sei troppo avanti, e troppo oltre, e che ormai t’annoi a fare le cose “normali” (che poi normali non sono mai state dato il tuo personalissimo stile e pensiero) però con i conigli, mi spiace, non ce la pozzo proprio fa’!

Il motivo per cui ti scrivo è questo comunque: non è che tutta questa meditazione trascendentale che pratichi da 30 anni e passa ti ha un po’, scusa il termine, rincoglionito per caso?

Ma non è che tutto questo misticismo ormai divenuto totalizzante, come si può vedere dal tuo twitter, c’entra il fatto che non fai più film? Posso immaginare benissimo che la meditazione sia un utile strumento per tirare fuori sogni, paure, simbolismi, inquietudini ed non è che consideri l’arte della musica a cui ti stai dedicando inferiore…

Non mi pare così sconveniente fare il regista: sei circondato da sgnacchere spesso e volentieri...

Però dopo pellicole come Strade perdute, Mullholland Drive, Velluto blu, Fuoco cammina con me, la serie di Twin Peaks (in particolare la prima, la seconda già c’avevi qualche problemuccio mistico evidente…) sai com’è… ti dispiace! Ti viene da pensare: ma perché rinunciare a un possibile futuro di altri film interessanti e geniali? Io spero che non sia così…

Alcuni frame da "Strade perdute"di Lynch

La vita odierna è repressione di noi stessi e, dato che bisogna sfogarsi in qualche maniera, credo, non solo io, che i film siano indubbiamente lo sfogo che meglio ti si confà, con tutto il rispetto per il tuo essere artista completo!

Immagina se uno dei tuoi registi preferiti, tipo Herzog o Bunuel, avessero deciso di dedicarsi esclusivamente ad altre arti prima di fare film come Fitzcarraldo o Quell’oscuro oggetto del desiderio… non ti roderebbe un po’ anche a te?

Scusa se mi permetto di farti la lezione, ma conosco il tipo di santone a cui ti vai appellando negli ultimi tempi, e t’assicuro che nelle prossime vite, soprattutto se ti capiterà di trasmigrare la tua anima in una mosca, una mucca, o peggio ancora Vittorio Sgarbi, sarà difficilissimo fare film come quelli che hai fatto in passato: mi sa tanto che ti conviene farli ora…

Un saluto ermetico,

Ale

ps. Ricordati di salutarmi il nano e anche BOB ovviamente…

Il nano di Twin Peaks

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