J. Edgar: Lettera aperta a Clint Eastwood

Pubblicato il 10 gennaio 2012

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Carissimo Clint,

anche quest’anno ci hai regalato un bel film, nonostante la tua veneranda età, e devi essere orgoglioso per questo. C’è chi non riesce a fare uno straccio di film decente neanche a cinquant’anni come Paolo Genovese, invece te, a ottantun’anni suonati, riesci ancora a tenere in piedi una pellicola cinematografica e per di più di stile classico, nonostante ogni tanto ci dai un po’ troppo giù di steadycam, e quest’ultima cosa te la devo dire perché ti voglio bene. Uso il verbo tenere in piedi perché i film li produci anche e scrivi colonne sonore che non hanno nulla da invidiare alle altre. Devo confessarti che non mi va di recensire seriamente il tuo film per ora, perché ho ancora un senso di saturazione che non riesco a togliermi, ma ti prometto che lo farò presto. Dopo tutto è stato un bel film, fatto molto bene: bella fotografia, bravi gli attori, montaggio alternato in varie epoche. L’unica cosa che volevo chiederti per il futuro è se la prossima volta una mezz’oretta di sconto ce la puoi fare, poiché il russìo molesto di alcuni spettatori mi ha provocato non pochi fastidi, soprattutto nella parte centrale del film.

Verso la fine si sono svegliati e ho sentito che dicevano che gli era piaciuto il film, ma se la svolta fosse avvenuta un po’ prima magari avrebbero visto anche quella. Ora passiamo alle cose serie. Così, a caldo, J. Edgar mi ha un po’ ricordato The aviator, un precedente tentativo operato da Martin di far sembrare Leonardo Di Caprio vecchio all’interno di un filmone biografico. Ti assicuro, caro Clint, che ciò non è umanamente possibile: al massimo Di Caprio può far sembrare più vecchi tutti gli altri. Se vuoi un ulteriore controprova di ciò, ti posto qua sotto dei frames tratti da Revolutionary Road di Sam Mendes, dove Kate Wislet, sebbene debba interpretare la moglie, sembra la madre (oppure, se preferisci, la zia) di Leonardo Di Caprio, nonostante egli sia addirittura anagraficamente più vecchio di un anno rispetto a lei:

Leonardo Di Caprio (1974): gli darei 25 anni giusto per la ruga (volutamente) corrucciata sulla fronte

Kate Wislet (1975), dimostra tranquillamente e giustamente i suoi 35 anni, il fascino della donna matura

Lo so, caro Clint, che ti piace raccontare le storie senili, lo fai sempre, ma a volte ho il dubbio che Di Caprio con l’età ringiovanisca invece che invecchiare, quindi forse non era l’attore più adatto per la parte. Per quanto riguarda quella porzione di film che tratta l’omosessualità più che latente del protagonista (ci ha frustrato un’intera nazione… quindi alla faccia della latenza!) non ti devi proprio preoccupare: ho sentito dei mormorii che non ho capito bene se fossero di piacere, però, come diceva Oscar Wilde (e costui dell’argomento suddetto ne sapeva qualcosa) “…purché se ne parli”. Ultimissima cosa, lo giuro, non ti voglio togliere troppo tempo (facciamo le corna): la prossima volta evita di spruzzare puzza di premio oscar per tutto il film, o forse è stato l’evergreen Leonardo, intimorito dalla paura di ritrovarsi presto lattante e impossibilitato a reperire un premio come futuro embrione? Vabè, insomma, provvedi, perché magari la prossima volta può venire su un film curatissimo come questo ma più sincero, tipo lo spirito che c’era in Million Dollar Baby (anche se forse anche la seconda parte di quello puzzava un pochetto, e infatti s’è visto…).

ps. Ancora non mi capacito di come la sala fosse strapiena, nonostante tu abbia scritto il tuo nome così piccolo nella locandina, lo so che sei modesto, ma la prossima volta prenditi un po’ di spazio per te, magari così, sulla fronte di Di Caprio…

pps: Se la prossima volta avessi la possibilità di scegliere (a meno che non sia un problema dato i tempi che corrono) un personaggio un’anticchietta meno reazionario di questo, allora mi renderesti la persona più felice del mondo…

ppps: Non te la prendere per le piccole critiche, sono a fin di bene perché lo so che puoi fare di meglio! E sei bravo anche se l’oscar non lo prendi e prendi solo la nomination… Certo, mi dirai, vallo a a spiegà a Di Caprio!

pppps: L’importante è partecipare e fare concorrenza al botteghino a Immaturi 2, con Genovese non ci può essere minimamente paragone: faresti un film meglio dei suoi anche dalla tomba, continua così!

Ti saluto affettuosamente ispettore Callaghan,

come fossi un nonno,

Ale

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